David Maria Turoldo. La vita, la testimonianza (1916-1992),
Morcelliana, Brescia 2016

cfr. Academia.edu

In occasione dei cento anni dalla nascita di padre David Maria Turoldo,
è in uscita la prima biografia completa e fondata su fonti archivistiche.

David Maria Turoldo - La vita, la testimonianza

«Poeta, profeta, disturbatore delle coscienze, uomo di fede, uomo di Dio, amico di tutti gli uomini»: così l’arcivescovo di Milano Carlo Maria Martini salutava padre David Maria Turoldo celebrandone il funerale 1’8 febbraio 1992, restituendo in pochi tratti un’esistenza cristiana tra le più intense del Novecento italiano, spesa per la sal¬vezza de «l’Uomo» – nome emblematico di una testata promossa in gioventù -, e volta alla penetrazione del silenzio di Dio. Nella Milano della Resistenza e del dopoguerra, nella Firenze di Giorgio La Pira, a Sotto il Monte – terra di Giovanni XXIII – negli anni precedenti e successivi al Concilio Vaticano Il, dentro e fuori i canoni dell’Ordine dei Servi di Maria a cui con convinzione appartenne, Turoldo die¬de corpo e voce alle aspirazioni di rinascita religiosa, civile, sociale della sua generazione, guadagnando consensi e suscitando dissensi. Le censure e le sanzioni in cui incorse per via gerarchica non gli impedirono – consolato da una vena poetica che si completò negli anni con una fertile ispirazione di traduttore dei Salmi e creatore di inni per la liturgia – di esprimere in molteplici forme comunicative le domande di libertà, giustizia, pace, che animavano gli scenari e le coscienze del suo tempo.
Questo volume ricostruisce per la prima volta, attraverso un’accurata indagine d’archivio, l’intera vicenda esistenziale di David Maria Tu¬roldo, nell’intento di restituire alla storia una figura più volte rievo¬cata in termini mitizzanti o aneddotici: la ricchezza dei suoi incontri permette di recuperare la memoria di ideali, tensioni, disincanti che, in ambito cattolico e oltre, hanno percorso il secolo scorso.

P. Mazzolari, Della fede, Edizione critica a cura di M. Maraviglia, Dehoniane, Bologna 2013 cfr. Academia.edu

P. Mazzolari Della fede

Indice

Introduzione (di Mariangela Maraviglia) p. 5;
Storia controversa di un libro molto auspicato p. 5;
Nei meandri della censura p. 11;
La «fiduciosa confidenza» del vescovo Cazzani p. 14;
Le bozze scomparse p. 23;
Dire la fede come «vita» p. 28;
Le fonti: dal Diario a «La Vie intellectuelle» p. 35;
Mazzolari lettore di Yves Congar e Marie Dominique Chenu p. 43;
Pagine «attese e appaganti» p. 49;
Nota alla presente edizione p. 56;
Ringraziamenti p. 57.
Primo Mazzolari, Della fede
Humanus sermo p. 61;
Humana plenitudo p. 83;
Vox vitae p. 103;
Il travaglio dell’uomo di fede p. 131;
La grammatica della fede p. 145;
Il mistero dell’incredulità p. 149;
«Credi tu questo?» p. 165;
Lettera inedita del vescovo di Cremona Giovanni Cazzani (16 giugno 1943) p. 171.

Abstract

«Riguardo al libro di Mazzolari, mi hanno dato di lui informazioni così impressionanti, che non desidero pronunciare a riguardo della sua dottrina giudizio alcuno. Mi si dice che faccia parte di un gruppo di modernisti». Queste allarmate e lapidarie parole inviate il 17 luglio 1943 dal cardinal Ildefonso Schuster al vescovo di Cremona Giovanni Cazzani pongono una pietra tombale sulla possibilità di pubblicare il saggio Della fede che don Primo aveva concluso nel marzo dello stesso anno, ma che potrà vedere la luce soltanto sulle pagine del quindicinale «Adesso» nel 1955.

Il vescovo Cazzani, in una lettera al parroco di Bozzolo rinvenuta di recente nell’Archivio Colla e pubblicata in appendice del volume, si mostra comprensibilmente preoccupato per le reazioni che il libro può suscitare sia nei lettori che negli occhiuti censori romani. Della fede, infatti, possiede all’ennesima potenza lo stigma mazzolariano della parola che comunica, quasi senza mediazioni, le urgenze dell’animo. Fin dalle prime pagine l’autore prende le distanze da un cristianesimo conformista, dalla «dimissione» dei propri principi in cambio di falsi privilegi – trasparente il rimando all’abbraccio «costoso» con il fascismo – e individua i possibili interlocutori nei «cercatori di ogni strada, che si sono liberati «dalle strutture libresche per rigustare il sapore di un discorso umano».

Don Primo Mazzolari. Con Dio e con il mondo, Qiqajon, Magnano 2010 cfr. Academia.edu

Don Primo Mazzolari Con Dio e con il mondo Qiqajon

Parroco dei lontani, voce dei poveri, profeta della pace, “con­testatore per tutte le stagioni” o figlio “obbedientissimo” della chiesa: le diverse letture della figura di don Primo Mazzolari of­ferte nel tempo rivelano le tracce persistenti impresse dalla sua avventura cristiana nella storia del Novecento. Negli anni che vanno da Pio X a Giovanni XXIII, dal modernismo alle soglie del concilio Vaticano II, questo “parroco rurale” si impegnò in pri­ma persona nel confronto che la chiesa stava vivendo con l’in­calzante modernità, offrendo risposte e percorsi originali che gli guadagnarono censure e incomprensioni, ma insieme rico­noscenza e affetto da parte di una nutrita platea di discepoli e lettori. Ripercorsa a cinquant’anni dalla morte, la sua memoria risulta ancora feconda e fonte di ispirazione per la vita cristia­na di oggi, provocatrice delle salutari inquietudini che fanno del cristiano un “pellegrino dell’assoluto” immerso nel quotidiano, un cercatore di Dio intimamente solidale con le angosce e le attese dell’intera umanità.

P. Mazzolari, Tempo di credere, Edizione critica a cura di M. Maraviglia, Dehoniane, Bologna 2010 cfr. Academia.edu

 

Mazzolari-Tempo-di-credere

Indice

Introduzione (di Mariangela Maraviglia) p. 5;
Tempo di credere nella produzione mazzolariana p. 7;
Il Vangelo e la storia p. 13;
Nella cultura del suo tempo p. 20;
La censura e il sequestro p. 25;
Il cristiano «uomo tra gli uomini» p. 40;
Nota alla presente edizione p. 44;
Ringraziamenti p. 45.
Primo Mazzolari, Tempo di credere
Tempo di credere p. 53;
Io credo;
Nel cenacolo p. 63;
L’ora desolata; Su la soglia;
La strada p. 77;
Dimenticare; Parliamo di cose nostre; Ho perduto il Signore!; Egli mi è venuto vicino;
Occhi che non vedono; Prime inquietudini; Chi vuole il mio star male?; … e l’un dei Due …; Il fatto di Gesù; Verso la speranza; Custos? quid de nocte?; Tempo d’Avvento; Voci lontane; Voci vicine; Ma Lui non l’hanno visto!; … o tardi di cuore a credere!;
Taverna p. 203;
Emmaus e «più oltre» …; … solo i violenti …; Resta con noi; Ci sei tu!; … con loro; – e Lo riconobbero nello spezzare il pane; Credere per chi non crede; Credere con chi crede;
Presentazione all’edizione del 1964 p. 265.

Abstract

Tempo di credere, terminato da don Primo nella seconda metà del 1940, viene sequestrato per ordine del Ministero della cultura popolare nel marzo 1941 e diffuso in forma clandestina negli anni successivi. È una meditazione sull’episodio evangelico dei due discepoli di Emmaus, ma il sequestro indica in modo eloquente l’irriducibilità della proposta mazzolariana ai miti propugnati dalla propaganda fascista.

Rifiutando atteggiamenti apologetici e spiritualmente disincarnati, Mazzolari definisce la Chiesa come «focolare che non conosce assenze», proponendo il principio il principio dell’accoglienza dei lontani e degli “smarriti”.

Gesù che si fa uomo e che cammina con l’uomo restituisce prospettive rinnovate all’intera vicenda umana, la consapevolezza dell’amore donato e condiviso permette di reinventare uno stile di carità che don Primo auspica fermento creativo dell’umanità e della Chiesa.

Gli scriveva con profonda adesione Giancarlo Vigorelli: «Ho letto quasi tutto il tuo libro, che mi è sembrato ed è certo il tuo più carico ed intenso, il più giustamente disperato».

Maria di Campello, P. Mazzolari, L’ineffabile fraternità, Carteggio (1925-1959), Introduzione e note di M. Maraviglia, Qiqajon, Magnano 2007 cfr. Academia.edu

Maria di Campello P. Mazzolari l_ineffabile fraternita

 

 

Parole – quelle dettate da sorella Maria nella quiete dell’eremo come quelle vergate nella notte della canonica di Bozzolo – che raccolgono con parresia e discrezione attese e turbamenti di una generazione di cristiani che aveva come desiderio più inti­mo quello di far rifulgere in tutto il suo splendore il vangelo di Gesù Cristo. Presentiamo in queste pagine la corrisponden­za completa tra due protagonisti della storia della chiesa del Novecento: don Primo Mazzolari, instancabile predicatore del vangelo, e sorella Maria di Campello, la Minore, attenta ed elo­quente testimone nel silenzio del suo eremo. Questa raccolta aggiunge un tassello preziosissimo alla conoscenza della testi­monianza dell’eremo francescano di Campello e nel contempo presenta un aspetto meno noto dell’infaticabile predicatore di Bozzolo. In una stagione culturale ed ecclesiale come quella odierna è motivo di rendimento di grazie poter riscoprire che quando ci si nutre del vangelo è possibile parlarsi da cuore a cuore anche da lontano, perché nei giorni di frastuono e di inu­tile chiacchiericcio “si preferisce tacere e ascoltare le voci buone e care che ci parlano in segreto”.

(dalla Prefazione di Enzo Bianchi, priore di Bose)

Recensioni

Achille Grandi. Fra lotte operaie e testimonianza cristiana, Morcelliana, Brescia 1994

 Achille Grandi Fra lotte operaie e testimonianza cristiana

«La biografia di Achille Grandi attraversa larga parte della storia del movimento cattolico nel nostro paese. Egli è certamente una delle figure più rappresentative, per molti versi esemplare, del cattolicesimo sociale. A cinquant’anni di distanza la sua lezione rimane ancora un punto di riferimento essenziale non solo per quelle ACLI che Io ho proposto e voluto, come ebbe a dire, ma per tutto il cattolicesimo democratico.

Questo lavoro, attraverso una accurata ricostruzione del personaggio e una lettura attenta della sua complessa biografia, ci restituisce un profilo di Grandi sottratto alla agiografia o, più spesso, al silenzio, e lo inserisce, finalmente a pieno titolo, tra i protagonisti della storia del cattolicesimo sociale e della democrazia italiana […]»

(dalla Presentazione di Giovanni Bianchi)

Chiesa e storia in «Adesso», Dehoniane, Bologna 1991

 

Chiesa e storia in Adesso

 

L’esperienza di don Primo Mazzolari si configura come uno dei momenti più significativi della storia della Chiesa italiana del Novecento.
Il quindicinale «Adesso», che Mazzolari fondò e animò dal 1949 al 1959, costituisce un luogo privilegiato per accostare la sua vicenda e il suo messaggio.
Questo studio, attraverso un’analisi accurata e critica del periodico di Mazzolari, ricostruisce con ampiezza di prospettive la sua opera e il suo pensiero: gli scritti del parroco di Bozzolo, infatti, non cessano di riproporsi come un importante termine di confronto e di riflessione per l’attuale dibattito ecclesiale e politico.